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Salvatore Accardo una vita tra calcio e musica classica

Si, lo so che detto così non vi suscita grande interesse, ma quella di Salvatore Accardo è un’ennesima storia di una vita divisa tra musica e calcio.

Il maestro di musica sabato scorso era presente al museo della Juventus per una conferenza appunto sulla Vecchia Signora e le proprie esperienze personali.
Accardo è stato invitato alla conferenza dalla Juventus proprio perchè è un tifoso bianconero da sempre, infatti rinuncia da anni ad esibirsi la domenica e quando ci sono posticipi, anticipi e partite di coppa in cui gioca la Juventus!
Dice:
“Perché se per caso la Juve perde, e per fortuna succede di rado, anche il mio strumento diventa di pessimo umore e io non me la sento di suonare come dovrei”.

Ma c’è anche un altro motivo che lega il violinista al football: questi, nato a Torino, ma di origini di Torre del Greco, da ragazzo era un discreto calciatore: è stato portiere della Turris, la squadra della sua città!

Il violinista, intervistato da Paolo Garimberti e Darwin Pastorin ha deliziato il pubblico bionaconero con gli accostamenti tra uomini del pallone e quelli delle note:
“Boniperti con Bach, padre di tutti; Sivori, genio e sregolatezza, con Paganini; Platini, re assoluto, con Mozart; Vialli, grande testa pensante, con Beethoven; Del Piero, suprema sensibilità, con Ojstrach, il tocco di corda più sublime di sempre.” ed ha concluso “Conte dirige la squadra come Riccardo Muti l’orchestra, Pirlo e Pogba sono due straordinarie prime parti, ma da buon napoletano non faccio pronostici perché portano jella; posso solo dire che se vinciamo Champions o scudetto, suonerò in frac (bianconero, ovviamente) allo stadio per festeggiare”.

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