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Maradona un Dio venerato da 80 mila seguaci

La Chiesa Maradoniana è una vera religione fondata sull’adorazione del Pibe de oro.

Eccone i 10 comandamenti:

  1. Il pallone non si disonora, come ha proclamato D10s nel suo libro
  2. Ama il calcio sopra tutte le cose
  3. Dichiara il tuo amore incondizionato per il calcio
  4. Difendi la maglia dell’Argentina, rispettando la gente
  5. Diffondi la parola di Diego Maradona in tutto l’universo
  6. Loda i templi dove predicò e i loro manti sacri
  7. Non proclamare il nome di Diego in nome di un unico club
  8. Segui i principi della Chiesa maradoniana
  9. Usa Diego come secondo nome e chiama così uno dei tuoi figli
  10. Non essere una testa calda

Tutto ciò non può non farci riflettere..

Noi amanti del gioco del calcio siamo strani, accecati dalla passione trasformiamo alcuni giocatori, semplici ragazzi come noi, in idoli. Per diventare un simbolo idolatrato basta un bel goal, una buona performance durante il derby o in una partita sentita, una dichiarazione alla stampa a favore della tifoseria, un gesto verso la gradinata, a volte anche un atteggiamento violento nei confronti di un calciatore della squadra “nemica”. Dell’ idolo abbiamo le foto in camera, la maglia col numero (o il nome..maledetto calcio moderno!), vogliamo l’ autografo e vogliamo sapere tutto su di lui. L’ idolo influenza, o meglio, ha influenzato tutti noi, almeno da più giovani:

  • ricordo chi copiava il taglio dei capelli particolare: la crestina di Beckam o le treccine di Gullit (chi non si rocorda il cappello con i dreadloks finti che spuntavano sulla nuca!?)
  • chi imitava il modo di portare il colletto di Eric Cantona
  • chi giocava a pallone e la domenica mattina al campetto sotto casa e indossava la fascia di capitano alla Baggio o chi tirava i rigori col saltello come Van Basten o da fermo come Signori
  • chi portava le basette alla Best o Chinaglia
  • chi si veste con i vestiti che portano e/o che producono e sponsorizzano i giocatori; ci sono le marche di Totti e di Vieri e Maldini.

Ma questi idoli, come in fretta vengono creati, cosi li distruggiamo dimenticandocene o passando al disprezzo, perdendo la religione.

Altro che “mano de Dios”, un vero e porpio dio! La nascita di questa confessione religiosa risale al 1998, per volere di due giornalisti sfegatati appassionati di Diego Armando a Rosario, in concomitanza proprio del compleanno, il 38esimo, del calciatore. Lo chiamano “D10S”, praticamente la parola “dios” con al centro il numero di maglia di Maradona, il mitico “10”. Questa fede attualmente conta più di 80.000 seguaci, tra i quali altri calciatori: Ronaldinho, Michael Owen, Riquelme e Lionel Messi.

Sacramenti, liturgie e festività sono sulla falsariga del cristianesimo, religione cone la quale il Maradonianesimo non è in conflitto ne’ in sostituzione, semplicemente un’ aggiunta.

La ricorrenza più importante, celebrata dai fedeli, è il compleanno di Diego..un po’ come fosse il Natale; non manca il sacramento dell’ unione di un uomo ed una donna nel vincolo del “matrimonio maradoniano” celebrato al cospetto di un’ immagine sacra; l’ anno zero è il 1960, anno di nascita di Maradona.

La cosa più assurda non può che essere la preghiera che recita: “Diego nostro che sei nei campi, sia santificato il tuo sinistro. Venga a noi il tuo calcio, siano esaltati i tuoi gol, come in cielo così in terra. Dacci oggi la nostra dose quotidiana di magia…e non ci indurre in fuorigioco”. Abbastanza blasfemo.

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