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In Curva A lo striscione Rhum cocaina dei napoletani

napoli rum e cocaina

Tra i tifosi partenopei più affezionati e caldi, tra torce e bomboni, in Curva A lo striscione Rhum e cacaina si fa largo tra gli ultras napoletani.

Pezze, 2 aste e striscioni ce ne sono molti in tutte le gradinate, a Napoli fioriscono e tra motti, parole contro il calcio moderno e frasi di sostegno per i calciatori c’è di tutto.

Rhum e cocaina è un’accoppiata pericolosa ben nota a molti, un binomio esplosivo un po’come calcio e musica, quello su cui si fonda Football a 45 giri.
Rhum e cocaina è parte del testo di una canzone; ricordi quale?

Ma si, dai! Maracaibo, quel brano che molti associano a Raffaella Carrà, ma che non è suo, quella canzone che tutti cantano e ballano sfrenati in ogni occasione e che tutti cantano, in particolare, proprio il pezzo in cui il testo recita le 3 parole famose: Rum e cocaina.

Alla gente piace l’idea e la associa al divertimento.

Maracaibo è un brano che pubblicò l’etichetta musicale Carosello nel 1981, un singolo cantato da Lu Colombo, una traccia ce ha dato la notorietà a quest’artista.

Maracaibo
balla al Barracuda
sì ma balla nuda
za’ za’
sì ma le machine pistol
sì ma le mitragliere
era una copertura
faceva traffico d’armi con Cuba
innamorata
sì ma di Miguel
ma Miguel non c’era
era in cordigliera da mattina a sera
Sì ma c’era Pedro
con la verde luna
l’abbracciava sulle casse
sulle casse di nitroglicerina
tornò Miguel tornò
la vide e impallidì
il cuor suo tremò
quattro colpi di pistola le sparò
Maracaibo
mare forza nove
fuggire sì ma dove?
za’ za’
L’albero spezzato
una pinna nera
nella notte scura
come una bandiera
morde il pescecane
nella pelle bruna
una zanna bianca
come la luna
Maracaibo
finito il Barracuda
finito ballar nuda
za’ za’
un gran salotto
23 mulatte
danzan come matte
casa di piaceri per stranieri
130 chili
splendida regina
rum e cocaina
za’ za’
se sarai cortese
ti farà vedere
nella pelle bruna una zanna bianca come la luna

Il testo narra di una frenetica storia d’amore e d’avventura creola, a proposito di una ballerina cubana che si esibisce in un locale (“Balla al Barracuda, sì ma balla nuda, Zazà!”).

In realtà, è un modo per sviare i sospetti dalla sua reale attività, (“Era una copertura, faceva traffico d’armi con Cuba”). La ragazza ha una tresca sentimentale con Fidel Castro (il nome venne cambiato in “Miguel” su pressione dei discografici). Il testo racconta che lui era molto impegnato (“ma Miguel non c’era, era in Cordigliera da mattina a sera”), che lei si lasciava consolare da Pedro (“L’abbracciava sulle casse di nitroglicerina”); quando Miguel lo venne a sapere, le sparò (“la vide, impallidì: il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò”) ma la trafficante d’armi fuggì per mare. Una tempesta (“mare forza nove”) la fece naufragare (“l’albero spezzato”) e un pescecane (“una pinna nera, nella notte scura”) la morde (“una zanna bianca, come la luna”) ma lei sopravvive. Dopo questa avventura rinuncia al traffico d’armi e al ballo (“finito il Barracuda, finito ballar nuda”) si costruì una seconda vita aprendo un bordello (“un gran salotto, 23 mulatte, danzan come matte, casa di piacere per stranieri”). A causa di eccessi (“rum e cocaina”) ingrassa fino a raggiungere il peso di 130 chili. La canzone si conclude dicendo “se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna, una zanna bianca, come la luna”, evidente ricordo del naufragio e dell’incontro col predatore.

La cantante pronuncia il nome della città Maracaìbo con l’accento sulla “i”, ma in realtà la pronuncia corretta sarebbe con l’accento sulla “a” del dittongo: Maracàibo.
In molti erroneamente attribuiscono Maracaibo alla cantante e showgirl Raffaella Carrà oppure alla cantautrice Giuni Russo per la somiglianza del tono di voce (e per alcuni file che girano online) che però nella loro carriera non l’hanno mai incisa.
Maracaibo fa parte della colonna sonora dei film Vacanze di Natale, Il dolce e l’amaro, Terraferma e, in versione mixata da Bob Sinclar, di Vacanze di Natale a Cortina.
Il coautore del brano, David Riondino, l’ha incisa nel suo album Racconti picareschi, del 1989.

Nel 2011 Bob Sinclar ne realizza una versione dance remix.

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