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Skinheads, calcio e musica con la storia di Paul Swain

Paul Swain 4 skins

La sottocultura skinhead, i mondiali di calcio e la musica si intrecciano nella vicenda che riguarda la vita di Paul Swain, chitarrista OI! dei 4 Skins.

Sembra un titolo da giornale che si occupa di gossip o l’abbocco per un tranello essendo un abstract troppo pieno di parole chiave interessanti..invece è realtà.

Paul Swain, musicista della band 4 Skins dal 1983 al 1984 e degli Skrewdriver è morto durante degli scontri tra hooligans ed ultras avvenuti ad Italia 90, i mondiali di calcio di casa nostra!

La notizia è allarmante e disorienta.

Un morto ai campionati del mondo? In Italia?

E la stampa non dice nulla? Probabilmente i giornali locali ed i tabloid hanno cercato di non far uscire la notizia minimizzando per evitare problemi di ordine pubblico ed altro; sono sempre i mondiali dello spreco, delle mazzette, di tangentopoli, delle strutture fatiscenti, dei carabinieri che picchiano con i calci dei fucili e di una vittoria doverosa che non arrivò. Ne parlarono la stampa locale, ma anche Repubblica e La Stampa.

Torniamo alla storia della morte del chitarrista OI! contestualizzando il momento storico:

le squadre inglesi erano ancora fuori dalle competizioni europee causa strage dell’Heysel e tutti i sudditi della Regina si riversavano nelle trasferte della Nazionale dei Tre Leoni per poter ubriacarsi e “dettare la loro legge” negli stadi, nei pub e nelle strade. Qui da noi l’accoglienza era importante, molti giovani di tante città non vedevano l’ora di “incontrarsi/scontrarsi” con i britannici..anche per vendicare quanto accaduto tra juventini e reds allo stadio re Baldovino di Bruxelles.

Il caso (il caso?) vuole l’Inghilterra in Sardegna nel girone e, nonostante la fama degli isolani nostrani, la situazione resta sotto controllo. La nazionale inglese arriva agli ottavi ed incontra il Belgio a Bologna.

La notte prima della partita, ci sono scontri e “ci scappa il morto”: è Paul Swain!

A quanto sembra gli incidenti non si verificarono nella città felsinea, ma nella movida romagnola di Rimini. Ma chi partecipò ai tafferugli? Contro gli hooligans inglesi chi si schierò, ultras italiani o giovani a difesa del territorio estranei agli stadi?

C’è chi parla di ultras della Curva Costa, chi di napoletani…difficile capire, difficile sapere, si tratta solo di indiscrezioni. Non ne parleremmo se non fosse girato il nome del chitarrista OI! legato ai fatti. E’doveroso ricordare che fonti giornalistiche scrissero sulle colonne dei quotidiani nome e cognome di un altro uomo, uno di Coventry, riportando anche le parole di un suo amico e concittadino. Ma il web e “radio sottocultura” non ebbero dubbi, si trattava del musicista, Paul Swain!

Paul morì non per le percosse o per un fendente o un colpo da oggetto contundente, ma investito da un’autobus, probabilmente intento a caricare o, più facile da immaginare, intento a fuggire da bande armate che lo volevano “tagliuzzare”. Le notizie sono girate negli anni sui siti internet, nei primi forum ultras e nei gruppi web legati alle sottoculture giovanili o alla musica.

Paul è stato un musicista del gruppo 4 Skins, gli autori della canzone All Cops Are Bastard, il cui acronimo ha iniziato a fare il giro del mondo da pochi anni, ma che nell’ambito punk/oi! è ben noto, come nell’ambiente ultras di tutta Europa…qualche ignorante gli ha anche dedicato un film, grottesco e tragicomico che fa di tutta un’erba un fascio solo per gettare fango su ogni sorta d’antagonismo e ribellione giovanile.


I 4 Skins sono una della band mitiche della scena skinhead e piacciono a tutti, al di là della connotazione politica; i componenti del gruppo hanno avuto ed hanno storie diverse, chi è stato vicino al National Front, chi alle realtà di estrema sinistra, chi si è adoperato per l’antirazzismo, chi si è avvicinato al Rock Anti Comunism..anche Paul Swain si sposto sulla via del RAC dopo l’esperienza con i 4 Skins, suonando con gli Skrewdriver di Ian Stuart.

Oltre al fatto che ci sono diversi interrogativi e tante diverse versioni dei fatti, dal movente, al luogo, al contesto, al nome del defunto, si è fatta largo l’ipotesi dell’omonimia.

Abbiamo sguinzagliato ogni possibile amico, fan, skinhead, esperto di musica e di vicende ultras ed abbiamo ricevuto decine e decine di conferme, smentite e storie parallele..oltre a qualche insulto, ma quello ci sta, siamo “punkizzati”! 😉

Le due “storie” più accreditate, per via della fonte, da noi ritenuta degna, sono:

Paul morì investito durante l’aggressione da parte di due balordi ubriachi in seguito ad una rissa scoppiata all’esterno del mitico pub Rose & Crown di Rimini (se non ci sei stato, non sei nessuno!).

Paul è vivo, è un biker tatuato in fronte con una svastica, vive a Londra Sud ed ha un figlio, skinhead anche lui.

Ma la verità qual’è?

Swain è vivo, gira con Roy Pearce dei Last Resort, conosce la leggenda legata alla sua ipotetica morte durante Italia 90 e ne è fiero e divertito!

Vabbè, meglio così, il morto allora non c’è e la storia, seppur sia una bufala, è una delle più belle storie legate alle sottoculture ed al mondo ultras, un mistero che ha appassionato centinaia di kids di tutto il mondo!

Chi ne sapesse di più ci scriva nei commenti, su Facebook, Twitter o in privato.

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