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La classe operaia alla conquista della Premier League

La classe operaia, la working class, alla conquista della Premier League, la massima serie calcistica d’Inghilterra, a ribaltare alcuni pseudo valori del calcio moderno.

Il football è lo sport popolare per eccellenza e che nessuno lo metta in dubbio!

Proprio in Inghilterra, più che in altri paesi, gli stadi sono stati sempre gremiti dalla working class, con tutte le sue pecche ed i suoi valori.

Il calcio ora è cambiato e proprio la terra d’Albione è una delle massime espressioni di quella modernità tanto sponsorizzata e tanto combattuta(a volte solo a parole e per riempirsi la bocca) dai tifosi: è in Inghilterra che le squadre cambiano gli stemmi, i colori egli stadi per accontentare manager di marketing o ricchi emiri che diventano nuovi proprietari di club..

Proprio in questa Inghilterra, quella dei petrolieri, quella dei russi, degli arabi e dei calciatori miliardari, accade qualcosa di strano: il capocannoniere, ad oggi, è Jamie Vardy, un ex operaio di una fabbrica di materiali per ortopedia di Sheffield!

Strano, ma vero: tra tutti i campioni emerge lui, un calciatore che 8 anni fa era in prima categoria (8°divisione).

Sotto riportiamo un interessante articolo del Fatto Quotidiano che ci parla di Vardy e che aggiunge, molto romanticamente, che il West Ham, la squadra dei cantieri navali londinesi, è 3°in classifica…seppur agli hammers ora è rimasto della working class solo il simbolo con i martelli incrociati, leggiamo l’articolo:

 

Premier League, trionfa la working class. Un ex operaio capocannoniere e il West Ham terzo in classifica

Jamie Vardy, ex dipendente di una fabbrica di materiali ortopedici di Sheffield, è diventato protagonista del campionato inglese con 10 reti. E la squadra dei costruttori navali, espressione più pura della working class britannica, è la sorpresa della stagione

Se qualche anno fa, quando lavorava come operaio in una fabbrica di materiali ortopedici di Sheffield e giocava in ottava divisione(la nostra prima categoria), qualcuno gli avesse detto che sarebbe diventato il capocannoniere della Premier League, Jamie Vardy, avrebbe risposto sicuramente sbalordito con un: “Are you making a fool of me?”

Del resto, la carriera calcistica di questo ventottenne di Sheffield, figlio della working class sembrava già scritta, gli inizi nelle giovanili dello sconosciuto Stockbridge, poi il provino (fallito) alloSheffield Wednesday, dove venne scartato in quanto considerato troppo basso. Nel 2012, sempre alternando il calcio al lavoro, sale di livello e veste la maglia del Fleetwood Town, in Conference, la quinta divisione, dove segna 31 reti in 36 partite. Jamie è immarcabile, un vero incubo per i difensori avversari, ma soprattutto è tenace. E’ il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene.

Successivamente per lui si presenta l’occasione giusta, squilla il telefono e dall’altra parte c’è Nigel Pearson, manager delLeicester City, che ha messo occhi e unghie su quel talento, non propriamente un bravo ragazzo e con un carattere decisamente ribelle, ai tempi dello Stockbridge, per sei mesi dovette indossare il braccialetto elettronico a causa di una rissa in un pub.

Il sogno di Vardy ai Foxes, inizia il 1 luglio 2012, quando acquistato per 1 milione di sterline, una cifra che fece tanto discutere, considerando che l’attaccante di Sheffield non aveva mai giocato nel calcio professionistico. Inizialmente, in un campionato difficile come la Championship, Vardy fa fatica ad ambientarsi, ma il tecnico Pearson, non smette di credere in lui e lo schiera quasi sempre titolare. Una scommessa da molti criticata che si rivela un successo. Jamie Vardy, il talento venuto dal basso, si inserisce bene in campo e se la prima stagione si conclude con un buon sestoposto, nella seconda il Leicester domina il campionato e viene promosso in Premier.

Oggi, nel campionato più interessante d’Europa e probabilmente del mondo, Vardy, ha raggiunto leggende comeAlan Shearer e Thierry Henry, nell’Olimpo di quelli che hanno segnato per sette gare consecutive. Campioni che sino a qualche anno fa, probabilmente vedeva soltanto alla televisione. Non solo, il suo Leicester City, si è costruito la fama di “ammazza grandi” e ora sogna l’Europa, al quarto posto.

E l’operaio del gol? Guida la classifica dei capocannonieri condieci centri. Appena sopra dei Foxes, al terzo posto, c’è il West Ham, l’espressione più pura della working class, la squadra dei costruttori navali che proprio ieri nel derby del Tamigi, ha battuto ilChelsea di Mourinho. La classe operaia inglese viaggia in paradiso a tempi di record.

 

 

 

Non possiamo che chiudere con Working Class hero, cover dei Green day:

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