Vietato l’alcol quando gioca l’Alessandria calcio

Allo stadio Moccagatta, secondo l’ordinanza del sindaco Rita Rossa, sarà vietato l’alcol nei giorni in cui gioca l’Alessandria calcio.

L’ordinanza vieterà ogni tipo di alcolico, anche le correzioni di caffè, nell’arco di centinaia di metri dall’impianto sportivo fin 2 ore prima del match di football e durerà fino ad 1 ora dopo il triplice fischio.

A parte il fatto che se uno volesse gli basterebbe spostarsi di 2-300 metri e potrebbe soddisfare la propria gola, ma a cosa serve questa ordinanza!?!?! L’alcool non mi sembra un problema, poi siamo in Italia, i problemi dell’abuso di alcool forse sono nei paesi del nord Europa. Sarà una mossa di marketing politico del primo cittadino di Alessandria per mettersi in mostra? O proprio un errore di valutazione?

L’unica cosa che so è che non si può proibire l’alcol, maledetti!

Mentre ci rinfreschiamo la gola con un bicchiere di sidro con ghiaccio (che acquisti al supermercato eh!?!) vi offriamo un brano legato al proibizionismo, anche se in pochi lo sanno. Oh what a nigth, nota anche come Dicembre 1963 è stata composta dai The Four Season e pubblicata nel 1975. Quando mi capitava di fare il DJ in serata disco 70/80 spesso mettevo questo brano, che aveva sempre un discreto successo.

La canzone è un rifacimento di un brano del 5 Dicembre del 1933, di Frankie Valli, ambientato durante il periodo del proibizionismo a Brodway.

Di questo pezzo musicale sono state fatte diverse cover e di una in particolare parleremo nei prossimi articoli.

2 pensieri riguardo “Vietato l’alcol quando gioca l’Alessandria calcio

  • 5 Settembre 2012 in 17:18
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    “Il consumo di bevande alcoliche può costituire condizione idonea all’accrescimento dello stato di eccitazione e all’allentamento dei freni inibitori, favorendo così la commissione di condotte violente”. E ancora: “Le conseguenze derivanti da episodi di violenza posti in essere dalle tifoserie antagoniste possono risultare aggravati dal lancio o dall’uso di bottigliette di vetro”. Sono le motivazioni che hanno spinto il sindaco di Torre del Greco (Napoli), Gennaro Malinconico, a bandire nel corso della partite interne allo stadio Liguori della Turris-Torre Neapolis (serie D, girone G) i prodotti alcolici e quelli contenuti in bottiglie di vetro. Con una propria ordinanza, che di fatto entrerà in funzione da domani (a Torre del Greco è in programma Torre Neapolis-Civitavecchia), infatti il primo cittadino dispone “nelle due ore prima dell’inizio degli incontri ufficiali della stagione calcistica 2012-2013, anche svolti utilizzando il Liguori come campo neutro, e fino a due ore dopo la fine degli incontri” che sia fatto “assoluto divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche e superalcoliche; di vendita di bevande in bottiglie di vetro; di vendita di alcolici con gradazione superiore al 5% del volume e di vendita con asporto di bottiglie in plastica e conseguente obbligo di mescita in bicchieri di carta o di plastica nei confronti del bar posto all’interno dello stadio”.
    E’ ugualmente vietato “introdurre bevande alcoliche nello stadio per uso personale”. I divieti, derivanti da una specifica richiesta fatta pervenire dal commissariato di polizia di Torre del Greco al Comune e che ricalcano una analoga ordinanza firmata lo scorso anno dall’ex sindaco Ciro Borriello, sono applicati a tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande in sede fissa e su aree pubbliche autorizzati nelle vicinanze dello stadio e in particolare in via Vittorio Veneto, Circumvallazione (tratto tra via Veneto e corso Vittorio Emanuele), via Marconi, piazza Martiri d’Africa, viale Ungheria, piazza della Repubblica, viale Ungheria, via Cimaglia, via Aldo Moro, via Mazzini, via Duca Lecco de Guevara, via Sedivola e viale Cristoforo Colombo. Previste sanzioni che vanno da 25 a 500 euro per chi dovesse trasgredire l’ordinanza.

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  • 7 Settembre 2012 in 13:29
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    Birra allo stadio, giusto o sbagliato metterla in vendita? A sollevare la questione è Sergei Cheban, numero uno del Campionato di calcio russo, che gli scorsi giorni si è appellato alla Duma, il Parlamento russo, per chiedere la revoca della legge che equipara la birra a tutte le altre bevande alcoliche vietandone, di conseguenza, la vendita negli stadi.
    A sostegno di Cheban si sono levate molte voci del panorama russo tra cui quella del popolare quotidiano Izvestia e quella di Alexandra Zhidkova, proprietaria di uno dei marchi di birra più diffusi in Russia. “In tutto il resto d’Europa il consumo di birra allo stadio è parte della cultura sportiva, è qualcosa che fa sentire gli spettatori degli ospiti. In più, non è un segreto che i tifosi russi consumino grandi quantità di super alcolici prima di entrare allo stadio” ha spiegato la Zhidkova, sottintendendo che la proibizione di vendere birra allo stadio non possa contribuire alla lotta contro l’alcolismo.
    Il Parlamento ha fatto sapere che riconsidererà la questione, ma non prima di aver risolto in qualche modo il problema di quei tifosi che vedono nello stadio non una struttura sportiva, ma un luogo adatto per bere in grandi quantità.
    A fare pressione sulla Duma potrebbe essere la stessa FIFA, che avrebbe recentemente raggiunto un accordo commerciale per promuovere un noto marchio di birra come bevanda ufficiale dei campionati Mondiale di calcio che si terranno in Russia nel 2018.

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