Inni

I tifosi del napoli cantano 0′ sordato ‘nnammurato dal 7 Dicembre 1975

I tifosi del Napoli cantano O’sordato’nammurato dal 7 Dicembre 1975, sono infatti legati a questa canzone di musica tradizionale da una trasferta allo Stadio Olimpico di Roma contro la Lazio.
Non è un caso dal 9 agosto 2013 O’surdato’nnammorato è stato l’inno dell’SSC Napoli 1926!…scalzato solo a Gennaio 2015 da Napul’è di Pino Daniele.

Il video è invece relativo ad una partita casalinga, sempre contro la Lazio, ma del 2011, allo Stadio San Paolo.

O’surdato’nnammurato è una canzone che spesso è usata all’estero per etichettare anche chi partenopeo non è, che piaccia o no, è identificata con l’Italia intera; è capitato proprio a noi della Redazione di Football a 45 giri in quel di Dortmund per la semifinale della Coppa del mondo di Calcio..

Ma torniamo al Lazio vs Napoli del 1975 con le parole riportate dal girnalista de La Stampa di Lunedì 8 Dicembre, il giorno dopo il match degli Azzurri, per descrivere i festeggiamenti del settore dei napoletani al fischio finale dell’arbitro:

Il Napoli balza al primo posto in classifica dopo questa vittoria […]. Piedigrotta all’Olimpico. Oltre trentamila tifosi napoletani hanno portato a Roma tutta la passione che sanno esprimere nei momenti di felicità. Quando l’arbitro Casarin ha fischiato la fine dell’incontro, voci roche hanno dato fondo alle ultime energie per un boato che ha echeggiato a lungo sugli spalti dello stadio. Ma l’esaltazione dell’inconfondibile colore partenopeo si è avuta alla notizia del gol siglato dal Torino contro la Juventus: un coro spontaneo, che sembrava diretto da una impeccabile bacchetta di un fantomatico direttore d’orchestra, ha generato attimi di commozione anche fra gli avversari laziali: « O’ vita, o’ vita mìa » è la strofa della famosa canzone »0′ sordato ‘nammurato » che i tifosi azzurri hanno rivolto in segno di riconoscenza verso gli atleti di Vinicio.

Ecco il video si Massimo Ranieri che canta Oje vita, oje vita mia, così in tanti chiamano, O’surdato’nnammurato:

Il brano non è di ranieri, ma del poeta Aniello Califano e del musicista Enrico Cannio e composto nel 1915.
Questo è il testo della canzone O’surdato’nnammurato:
Staje luntana da stu core,
a te volo cu ‘o penziero:
niente voglio e niente spero
ca tenerte sempe a fianco a me!
Si sicura ‘e chist’ammore
comm’i só sicuro ‘e te…

Oje vita, oje vita mia…
oje core ‘e chistu core…
si stata ‘o primmo ammore…
e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me!

Quanta notte nun te veco,
nun te sento ‘int’a sti bbracce,
nun te vaso chesta faccia,
nun t’astregno forte ‘mbraccio a me?!
Ma, scetánnome ‘a sti suonne,
mme faje chiagnere pe’ te…

Oje vita, oje vita mia…
oje core ‘e chistu core…
si stata ‘o primmo ammore…
e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me!

Scrive sempe e sta’ cuntenta:
io nun penzo che a te sola…
Nu penziero mme cunzola,
ca tu pienze sulamente a me…
‘A cchiù bella ‘e tutt”e bbelle,
nun è maje cchiù bella ‘e te!

Oje vita, oje vita mia…
oje core ‘e chistu core…
si stata ‘o primmo ammore…
e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me!

Ecco la descrizione della partita del 1975, da Tabser:

Il 7 dicembre 1975 la Lazio festeggia il ritorno in panchina di Maestrelli dopo otto mesi di assenza per la diagnosi del tumore al fegato che se lo porterà via nel dicembre del 1976. La Lazio ha accusato il colpo, e dal quarto posto dell’anno precedente si ritrova a lottare nelle zone basse della classifica per la salvezza, che arriverà solo all’ultima giornata grazie al 2-2 contro il Como. L’avversario da affrontare in occasione del ritorno in panchina del maestro biancoceleste è il Napoli di Vinicio, seconda in classifica e in uno dei migliori periodi della sua storia fino a quel momento. I partenopei devono fare a meno di Antonio Juliano, mentre Maestrelli s’affida a quel che resta della vecchia guardia, escludendo Brignani e portando in panchina Borgo.

La gara inizia con una rete annullata al 1° minuto a D’Amico per fuorigioco di Wilson. Al 11° il Napoli perde Beppe Savoldi per infortunio in uno scontro con Ghedin, restando così privo della sua principale arma offensiva. Il centravanti azzurro fa in tempo ad assistere alla punizione guadagnata dai suoi compagni di squadra un minuto più tardi. Boccolini sistema la palla sul punto di battuta, a 20 metri dalla porta difesa da Pulici. Il sinistro a giro di Boccolini non è potentissimo, la sfera sembra galleggiare in aria incerta e sospesa. Pochi attimi sembrano eterni, ma alla fine la traiettoria si abbassa e il tiro termina proprio sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Pulici che forse è stato ingannato da una impercettibile deviazione della barriera. La Lazio risponde solo al 23°, quando una mezza giravolta di Chinaglia va fuori di poco. Due minuti dopo un pallonetto di La Palma minaccia di sorprende nuovamente Pulici, fuori posizione. Maestrelli non ha la bacchetta magica, la Lazio è ancora una squadra in difficoltà e il Napoli padrone del centrocampo al 34° colpisce l’incrocio dei pali, ancora su punizione di Boccolini. Sul ribaltamento di fronte i padroni di casa guadagnano un calcio d’angolo: batte D’Amico; Bruscolotti liscia la palla ma Chinaglia non riesce ad approfittarne. L’ultima emozione del primo tempo si esaurisce in un’uscita di pugni di Carmignani su un cross insidioso di D’Amico a tre minuti dal termine.

Il secondo tempo inizia con un errore di Braglia da pochi passi. La Lazio cala visibilmente e la superiorità del Napoli emerge con chiarezza. Un sussulto per i tifosi laziali arriva al 62° quando D’Amico calcia un angolo direttamente in porta, ma “Pal ‘e fierro” Bruscolotti è attento a ribattere il pericolo. Tre minuti dopo è ancora la Lazio a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Garlaschelli di pochissimo alto. I biancocelesti provano fino alla fine ad agguantare il pareggio: dal campo di percepisce la volontà degli undici in campo di non deludere il condottiero tornato a combattere al loro fianco. La determinazione però questa volta non è sufficiente, e le speranze dei biancocelesti si spengono al suono del triplice fischio del direttore di gara.

Lascia un commento