Thierry Henry superhero

Thierry Henry

Thierry Henry e le sua parole per spiegare alla figlia che è un superhero, non solo un giocatore di calcio.

Quando mia figlia Tea era piccola, tornavo a casa e appena mi vedeva scoppiava a piangere. Mi giudicava uno sconosciuto. Tra partite, allenamenti, e altre cose, la vedevo pochissimo. Quando ci fu l’inaugurazione della mia statua, decisi di portarla con me, per fargli capire che non era colpa mia se in tutto quel tempo l’avevo lasciata sola. Appena arrivati vide la statua, si girò e disse: “Papà, ma questo sei tu… Perché ti hanno fatto questa cosa? Mica sei morto”. Io in quel momento sorrisi, e non dissi nulla. Dietro di me, c’era Arsene Wenger che sentì tutto. Si avvicinò a Tea e disse: “Vedi piccola… tuo padre per noi non morirà mai. È come un supereroe da queste parti. Questa cosa è stata fatta perché lui ha reso felici tante persone. Devi volergli bene, come tutta questa gente che è intorno a noi”. Io fui sorpreso da quelle parole, mia figlia invece tirò fuori un sorriso a 32 denti, mi abbracció e disse: Papà, sei il mio superhero, che bello”… Da quel giorno Tea mi chiama Supereroe, e vede continuamente i video dei miei gol su YouTube. Credo che tra un pó di anni, la vedremo nella squadra femminile dei Gunners. D’altronde è mia figlia, buon sangue non mente

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