Un pensiero riguardo “Portiere dello Sheffield aggredito con un pugno

  • 24 ottobre 2012 in 17:09
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    Il portiere inglese dello Sheffield Wednesday vittima di un aggressione in campo ad opera di un tifoso avversario durante la gara di venerdì contro il Leeds.

    Un ragazzo di 21 anni, di Cheltenham, è stato arrestato domenica e lunedì condannato a 16 settimane di carcere, a seguito dell’aggressione ai danni del portiere dello Sheffield Wednesday, Chris Kirkland, al minuto 77 del derby dello Yorkshire, tra gli Owls padroni di casa e il Leeds United, al famigerato “Hillsborough”.

    L’aggressione subita dal portiere inglese, con un passato in Premier League e in Nazionale, è stata, però, solo il culmine di una serata molto tesa, con le controparti che si sono sfidate a suon di insulti: i supporters di casa hanno “ricordato” i tifosi del Leeds uccisi in Turchia dodici anni fa, mentre gli ospiti hanno dedicato numerosi cori oltraggiosi nei confronti dell’allenatore degli Owls, Dave Jones, che in un lontano passato era stato accusato (ingiustamente) di pedofilia.

    Dopo il gol del pareggio del Leeds, segnato proprio sotto il settore ospiti, Kirkland è stato assalito alle spalle da un tifoso, che lo ha colpito in testa con entrambi i pugni prima di sparire di nuovo, confondendosi tra la folla alle spalle della porta. Il portiere è stato curato dai sanitari per qualche minuto ed è stato poi in grado di riprendere il suo posto in campo.

    In un’intervista esclusiva rilasciata al “The Sun” di domenica, Kirkland ha raccontato quei momenti, dicendo di aver temuto “che l’aggressore potesse anche essere armato. Bisogna fermare i violenti, prima che succeda qualcosa di più grave su un campo da calcio”.

    In tutta la Gran Bretagna si è aperto un dibattito, sui media, su come arginare la violenza negli stadi mantenendo i campi senza barriere.

    Un paio di articoli molto interessanti sono stati pubblicati sul “Sunday Times” di domenica e su “i”, una costola dell’ “Independent”, di lunedì. In entrambi si mette in luce, stranamente direi, l’auspicio che questi avvenimenti non portino ad un ulteriore aumento delle restrizioni alla libertà degli spettatori negli stadi britannici.

    Sam Wallace sul già citato “i” definisce infatti la legislazione attualmente in vigore riguardo al football “draconiana”, citando come esempio che il decreto “Football (disorder) Act” del 2000 prevede la possibilità di essere colpito da FBO (Football Banning Order, il nostro DASPO) anche per un tifoso che non ha commesso nessun reato, solo sulla base di una presunzione di “pericolosità” da parte della polizia.

    Dopo i fatti di Krusevac (Serbia) di mercoledì scorso, quando l’U21 inglese è stata vittima di un’aggressione a fine gara da parte dei pari età serbi, nonchè di insulti razzisti e lancio d’oggetti, in GB si parla ancora di violenza negli stadi.

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