La musica e la partita di calcio del Vicenza

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Il calcio e la musica lirica si sposano prima della partita dei biancorossi del Vicenza allo stadio Romeo Menti.

Questa volta non ti raccontiamo la storia di un coro dei tifosi, ma di una canzone che viene suonata direttamente dallo speaker dell’impianto sportivo cittadino dove giocano i Lanerossi.
La partita in questione è Vicenza vs Brescia, un match più acceso di molti altri, non un derby, ma molto sentito..sarà per la vicinanza geografica..

Domenica 26 Marzo 2017, pochi minuti prima delle ore 15 e dal calcio d’inizio, la fantastica Curva Sud, casa degli ultras del Vicenza, espone una bella coreografia ricca di palloncini e colori, e dagli altoparlanti dello Stadio Menti parte un brano musicale che fa venire i brividi..e che fa presagire una vittoria o almeno carica il pubblico ed i calciatori:

Il Nessun Dorma:

una canzone lirica estratta dall’opera Turandot, di Giacomo Puccini

La struttura della romanza è basata sull’alternanza tra strofa e ritornello.

Durante la strofa il canto del tenore non si espande oltre lo stile di un arioso e il discorso musicale è condotto dall’orchestra, le cui armonie, estremamente piccanti, sono addolcite da una timbrica diafana, basata su archi con sordina, arpa, celesta e legni.

La strofa sfocia senza soluzione di continuità in un ritornello costituito da una frase di otto battute basata su una melodia in re maggiore di ampio respiro, costruita su versi novenari ben cadenzati, con gli accenti fissi sulle sedi quarta e ottava. Il canto è reso espressivo dalle delicate dissonanze di seconda tra le note accentate (che coincidono con le sillabe pari) e gli accordi dell’orchestra.

Aiuto
Giacomo Puccini (info file)
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Nessun dorma
Versione per Tromba e Orchestra
Dopo una ripresa scorciata della strofa, di sole quattro battute, la melodia del ritornello viene intonata dal coro dietro la scena, che sostenuto dal tremolo degli archi riprende le parole del principe, mostrando il rovescio della medaglia, ossia rammentando le minacce di morte della principessa, qualora prima dell’alba nessuno fosse riuscito a scoprire il nome dello straniero («Il nome suo nessun saprà / E noi dovremo, ahimè, morir!»). Calaf completa la melodia con nuovo slancio e la romanza termina con una breve coda sulla parola «vincerò». La voce del tenore tocca il si acuto, ma l’impeto eroico è ammorbidito, alla maniera di Puccini, facendo scivolare la voce alla nota inferiore, mentre l’orchestra riprende a tutta forza la melodia principale in una perorazione finale.

Il brano non conclude con una cadenza, bensì modula immediatamente nel successivo quartettino tra Calaf e le tre Maschere. Per ragioni pratiche, quando la romanza è eseguita in forma di concerto, vi si aggiunge una sbrigativa e prevedibile cadenza finale, lontana dallo stile dell’autore.

Nessun dorma!… Tu pure, o Principessa,
Nella tua fredda stanza
Guardi le stelle
Che tremano d’amore e di speranza.
Ma il mio mistero è chiuso in me,
Il nome mio nessun saprà!
Solo quando la luce splenderà,
Sulla tua bocca lo dirò fremente!…
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
Che ti fa mia!…
Voci di donne (le stelle)
Il nome suo nessun saprà…
E noi dovremo, ahimè, morir!…
Il principe ignoto
Dilegua, o notte!… Tramontate, stelle!…
All’alba vincerò!…

Spettacolare!
Per gli amanti del connubio calcio e cinema, evidenziamo che tale brano è presente nel film Sognando Beckam.

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