Coro Sconvolts Cagliari sui Sassaresi

sconvolts-cagliariC’è un coro da stadio degli Sconvolts Cagliari dedicato ai rivali Sassaresi che risuona sulle note di Azzurro di Adriano Celentano, unendo musica e ultras.

Gli ultras rossoblù cagliaritani cantano quest coro in casa ed in trasferta, ribadendo un’antica rivalità, più da campanile che legata al calcio..contesto nel quale ovviamente si palese anche violentemente.

Ecco il video del coro degli ultras del Cagliari:

Le parole della canzone dei tifosi del Cagliari sono:

Cerco un sassarese tutto l’anno e all’improvviso eccolo qua,
io mi ricordo da bambino alla stazione a caricar,
ora che sono un pò cresciuto con la mia fibia lo sfibierò.
Sassarese il pomeriggio è tutto rosso di sangue per te,
sassarese tu finirai all’ospedale spedito da me,
e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo vengo da te
ma il treno è degli sconvolts e del sassarese non avrà pietà . La la la la

Il brano originale dal quale il coro della tifoseria cagliaritana ha creato la versione da stadio è Azzurro, pubblicato nel 1979 nel disco Me, live” da etichetta Clan; la particolarità è che è stato registrato interamente in uno stadio di calcio,il Duno Manuzzi di Cesena.


Ecco le parole del Molleggiato:

Cerco l’estate tutto l’anno
e all’improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.
Sembra quand’ero all’oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar…
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar…
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.
Cerco un po’ d’Africa in giardino,
tra l’oleandro e il baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c’è gente, non si può più,
stanno innaffiando le tue rose,
non c’è il leone, chissà dov’è…
Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va

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