Che musica ascoltano i calciatori prima di una gara?

Ogni weekend gli appassionati di calcio vedono i propri idoli scendere dai pullman societari prima delle partite con indosso grandi e colorate cuffie e intenti a cercare la giusta concentrazione per dare il meglio in campo. Un trend che fa molto “glam” ma che sottolinea il fatto che pallone e musica non siano mondi così diversi tra loro. Ci sono migliaia di studi scientifici a dimostrare che ascoltare la canzone o la sinfonia giusta prima di una gara ha effetti benefici sullo stato d’animo e sulla stessa prestazione sportiva. Ma cosa ascoltano i calciatori più famosi? Abbiamo cercato di scoprirlo e non sono mancate le sorprese. Dal pop italiano, passando per il reggae, fino ad arrivare al death metal, ecco i risultati della nostra ricerca.

Molto spesso il genere musicale preferito si riflette anche sull’abbigliamento, sullo stile di vita e sul modo di esultare in campo. Per informazioni chiedere al trio di stelle del Manchester United composto da Pogba, Lingard e Lukaku. I tre non solo sono amanti degli stessi artisti (Drake, Push T e i nuovi alfieri dell’r’n’b anglo-americano) ma quando segnano si esibiscono anche in balletti inventati, danze sincronizzate e saluti speciali.

Molto più “tradizionalisti” i brasiliani e i sudamericani in generale. Legati al loro tradizionale stile di vita, i verdeoro amano gli artisti del loro Paese (Neymar è uno dei più affezionati a “Au se tu pego”, hit di Michel Telò del 2011). Sorprendono invece i gusti di due leggende degli ultimi anni: Zlatan Ibrahimovic e Andres Iniesta. Il primo, a dispetto del carattere spesso sopra le righe e molto battagliero, ama rilassarsi prima di scendere in campo con il reggae e con le canzoni di Bob Marley in particolare. Il secondo, dichiaratosi più volte grande appassionato di musica, ha una predilezione per il brit-pop e nel pre-partita la scelta ricade spesso sulle canzoni più famose dei britannici Kasabian.

Pop-rock inglese anche per uno dei giocatori più forti al mondo, quel Cristiano Ronaldo che dopo aver vinto cinque Palloni d’Oro e tre Champions League consecutive con il Real Madrid ha deciso quest’anno di portare il suo calcio e la sua musica nello spogliatoio della Juventus. CR7 è solito caricarsi prima delle gare con le canzoni degli Oasis. Il pezzo preferito? “Roll with it”, hit contenuta nel capolavoro della band di Manchester “(What’s the Story) Morning Glory” del 1995.

È proprio questa la canzone che scorreva nelle sue cuffie pochi minuti prima del ritorno degli ottavi di finale di Champions 2019 contro l’Atletico Madrid e che l’ha caricato talmente tanto da fargli giocare una delle partite più belle della sua carriera. Con gli spagnoli, dopo la sconfitta per 2 a 0 dell’andata, il portoghese ha infatti segnato una tripletta che ha permesso alla Juve di superare il turno e di confermare le previsioni che vedevano i bianconeri favoriti su Oddschecker per la qualificazione ai quarti.

Il calcio degli ultimi dieci anni ha vissuto una delle rivalità più importanti e sentite della sua storia. Quella tra lo stesso portoghese e Leo Messi, anch’egli cinque volte Pallone d’Oro. Anche se i due si sono sempre sfidati a suon di gol e trofei alzati, c’è una cosa che li accomuna, ed è proprio l’amore per la musica. L’argentino ha una passione così sfrenata per la band dei Fratelli Gallagher, da sognare di metter su una cover band del gruppo uno volta appese le scarpette al chiodo.

L’ammirazione per il gruppo inglese non è un’esclusiva dei due pluri-Pallone d’oro. Prima di loro era stato Alex Del Piero a rendere pubblica la sua passione per gli autori di Wonderwall.

Gusti molto classici per alcuni protagonisti del passato e del presente della nostra Serie A. Francesco Totti, indimenticata leggenda della Roma, e oggi ambasciatore della società capitolina, era solito rilassarsi con le canzoni di Claudio Baglioni e Adriano Celentano prima delle sfide più importanti. Musica italiana anche per il difensore dell’Inter Andrea Ranocchia che è uno dei più grandi fan di Jovanotti: “L’ombelico del mondo”, “Penso Positivo” e “Ragazzo fortunato” le sue preferite.

Nel mondo del calcio non c’è solo chi ascolta la musica, ma anche chi la suona (e spesso con ottimi risultati).  Tra i calciatori-strumentisti menzione d’obbligo per Lucas Castro, centrocampista del Cagliari che non manca di pubblicare sui social network le sue interpretazioni alla chitarra delle canzoni del momento (spesso in compagnia dell’ex compagno al Chievo Nicolas Spolli) e per Federico Bernardeschi, astro nascente della Juventus con una particolare predilezione per le sei corde e per Bob Dylan.

Quella per la musica è una passione che accomuna altri bomber del nostro calcio. Uno degli ascoltatori più voraci è il centravanti dell’Inter Mauro Icardi che negli spogliatoi nerazzurri prima delle partite e degli allenamenti porta le sue playlist incentrate sui brani pop degli One direction, di Marc Anthony e di Ricky Martin.

L’R’n’b’ di Drake è invece la scelta di Mario Balotelli, altro attaccante che è solito ascoltare moltissima musica prima di scendere in campo. Tra i calciatori legati all’Inter c’è anche chi ha deciso di lasciare il mondo dello sport per tentare la carriera artistica: ovviamente stiamo parlando dell’italo-argentino Pablo Osvaldo la cui passione per i Rolling Stones l’ha portato a metter su una band con cui sta riscuotendo un buon successo di pubblico.

Gusti molto più estremi per l’ex calciatore e allenatore del Genoa (e del Crotone, portato per la prima volta nella storia in Serie A) Ivan Juric. Il genere preferito? Il Death Metal. E durante le interviste il tecnico croato ha dimostrato di essere un cultore del genere. La sua passione per la musica è iniziata con Metallica e Megadeth e si è evoluta verso stili più aggressivi come quelli di Napalm Death, Obituary e Carcass. Un solo rimpianto: quello di aver visto pochi concerti a causa dei suoi impegni come calciatore professionista. Impegni che non gli hanno impedito di partecipare all’esibizione dei Soulfly di Max Cavalera a Milano di qualche anno fa e di prendere parte a ben tre show dei Napalm Death. Il metal di oggi per Juric? Senza sentimento e con gruppi che pensano solo alla tecnica e alla velocità di esecuzione.

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