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Caniggia, Troglio, sigarette e Super Mario Bros

claudio canigga pedro troglio

Claudio Caniggia e Pedro Troglio tra Sigarette e Mario Bros a Italia ’90, una storia fantastica da raccontare a voi footballer a 45 giri.

Il centrocampista della Nazionale argentina, ex Lazio, Verona ed Ascoli racconta gli epiteti con l’attaccante ex Verona, Atalanta e Roma, durante la loro esperienza con la Sleccion, la nazionale argentina ad Italia 90, i mondiali in Italia. Entrambi venivano dal River Plate ed entrambi erano qui nella nostra Serie A, con l’Hellas 1903.

Ecco l’intervia con le parole di Troglio:

Io e Claudio Caniggia eravamo grandi amici, sin da ragazzini. Ci conosciamo da quando io avevo 15 anni e lui 13. Abbiamo fatto il percorso dale giovanili del River Plate fino alla prima squadra. Era il mio compagno di stanza al River Plate, al Verona e nella Selección argentina.
Il ricordo piú bello assieme è il Mondiale di Italia ’90. Io e Claudio fumavamo in camera, al Ct Carlos Bilardo la cosa non piaceva e disse a Maradona di parlare con noi. Diego era il capitano, venne in camera nostra e ci disse di aprire almeno la finestra, se proprio volevamo fumare in camera.
L’aneddoto piú curioso è peró legato alla vigilia della partita inaugurale con il Camerun. Io e Caniggia faticavamo a prendere sonno, dunque per passare il tempo giocavamo ore e ore al Nintendo a Mario Bross. Invece di concentrarci sulla partita, pensavamo a salvare la principessa. Alle tre di notte, entró in camera nostra il ct Bilardo e ci beccó davanti alla tv a giocare a Mario Bross. Era incazzato, è andato nella camera di fianco e ha svegliato il portiere Nery Pumpido, per fare da testimone della nostra bravata. Il giorno dopo sia io che Caniggia ci siamo ritrovati fuori dalla squadra titolare che doveva affrontare il Camerun. Bilardo non lo ammise mai, ma sono sicuro sia stato quello il motivo della nostra esclusione. Poi abbiamo perso 1-0 e forse quella nottata passata con Mario Bross è stata la nostra fortuna. Nella seconda partita contro l’Unione Sovietica, sia io che Caniggia eravamo titolari e abbiamo vinto 2-0, con gol mio di testa. La bravata di Mario Bross era stata perdonata, infatti abbiamo giocato poi tutte le partite fino alla finale”.

 

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