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Calcio e sottoculture, tra mods e casuals

Calcio e sottoculture giovanili è un binomio che è per noi anche un’ossessione, ecco perchè in questo articolo cerchiamo di spiegare come i mods vedono i casuals e l’apporccio alle gradinate con lo stile.

I modernisti sono l’esempio lampante di come si possa vivere la curva e la strada allo stesso modo, con la passione e la cura del dettaglio, ne puoi avere un esempio nella pagina “Mods e Ultras”. I casuals sono la sottocultura del football, coloro che agiscono nell’idea del “vestirsi bene e comportarsi male”, quelli che durante gli scontri si preoccupano del proprio aspetto esteriore, quelli che vincono uno scontro solo per come come sono vestiti rispetto agli “avversari” (non è una citazione tanto per, la si trova in un libro che racconta di un incontro tra due tifoserie alla stazione del treno).

I mods si sono evoluti ed i casuals ancor di più, perdendo purtroppo quei capi saldi originari che li legavano proprio all’estetica mod, a favore di abiti più allòa moda e più comntemporanei..

Di seguito un estratto del libro “From somewhere out of here” che narra di come i mods di Birmingham negli anni dal 1977 al 1983 vedano i casuals divisi tra stile, calcio e musica innovativa.

L’articolo è una traduzione proposta da un blog che si occupa di modernismo e che, in questo caso, parla degli arbori della scena casual in virtù dei rapporti con la sviluppata scena mod primi ’80.

Fonte: Get Smart Roma

Lo stile casual cominciò ad affermarsi a Londra/Home Counties e Manchester a partire dal 1981 formandosi in maniera pressochè uguale a quella in cui gli skinheads nel biennio 1966/1967 e gli suedeheads in quello 1970/1971 si formarono e moltiplicarono crescendo in numero e reputazione: gli spalti degli stadi di calcio.

Come gli Skinheads e gli Suedeheads, i Casuals crebbero da piccole, affiatate e violente “Firms” presto trasformandosi in movimento vero e proprio che già a partire dal 1982 sembrava molto più preoccupato nel modo di vestire che nell’attaccare le Firms dei clubs rivali. La gran parte dei Casuals dal 1981 al 1983 erano generalmente di età dai 17/18 ai 24/26 anni, con un ristretto numero di ragazzini di 15/16 anni.

Apparsi subito eleganti con capelli corti, tagliati in modo pulito, il loro look non era molto differente da quello degli stili Modernisti dei bienni 1962/1965 e 1978/1980. I Casuals erano particolarmente ossessionati per costosi capi di abbigliamento dei più famosi designer: – scarpe da ginnastica della Nike, Adidas, Reebok e Puma; – polo a maniche corte color pastello di Lacoste, Pringle, Sergio Tacchini, Ellesse e Burberry reperibili nei negozi di articoli sportivi ed indossate con tutti i bottoni allacciati; – maglioni crew-neck o V-neck, maglie da golf e felpe per il tempo libero di Pringle, Lyle&Scott, Pierre Cardin, Lacoste, Jaeger, Armani, Benetton acquistate in grandi magazzini o rivenditori sportivi; – camicie IVY Oxford button-down color pastello o costose magliette di marca a collo tondo leggermente colorate; – blue jeans, pantaloni a coste o pantaloni da golf Farah, anche questi disponibili nei negozi di articoli sportivi ed in grandi magazzini; – completi di tute(comunque popolari tra i casuals solo dopo il 1983) dell’Adidas, Head, Puma, Fila, Nike e Reebok o solo il pezzo di sopra; – giacche, cappotti e accessori, tipo cappelli e sciarpe, solitamente della Burberry e Aquascutum, inizialmente di color crema, in seguito blu marina, e trovati nei centri commerciali più esclusivi.

I Casuals furono tra i responsabili dell’esplosione della dance music, e della sua diffusione in tutto il Regno Unito a partire dalla metà degli anni 80. Essi furono la prima sottocultura giovanile inglese ad essere particolarmente attratta da stili musicali come il rap americano, hip hop, modern soul e house. Tra i primi artisti preferiti dai Casuals: Grandmaster Flash, Melle Mel and the Furious Five, Prince, The Dazz band, Whodini, Sugarhill Gang, Reds and The Boys, Mary Jane Girls, Planet Patrol e Africa Bambaata & The Sonic Soul Force.
Quella che segue è The Message, 45 giri dell’omonimo LP dei Grandmaster Flash, un brano pubblicato dalla Sugar Hill Records che da grande successo alla band ed a tutto il genere musicale. Il fattore di successo è il racconto della vita del ghetto americano, una novità per l’Europa, come tutto il genere rap:

In città come Londra e Coventry Mods e Casuals non andavano assolutamente d’accordo, con ciascun gruppo antagonista in attitudine nei confronti dell’altro. A Birmingham e nella Black Country i due movimenti riuscirono a coesistere pacificamente senza che nessun gruppo abbia creato casini all’altro. A Birmingham i Casuals avevano trovato altri stili che non riuscivano a sopportare: i Rude Boys, che divennero da quel momento preda preferita dei Casuals e vittime di assalti senza motivo (soprattutto nelle giornate di cartello per il Birmingham City o l’Aston Villa, quando le “Firms” erano particolarmente numerose). Altro gruppo odiato dai Casuals di Birmingham erano i numerosi Greasers, che vennero presto attaccati da diverse “Firms” locali in quanto la loro apparenza trasandata (a lor dire) meritava una punizione. A Birmingham il più grande contingente di Casuals veniva da grandi quartieri dormitorio tipo Great Barr. Questi ragazzi erano attirati al centro di Birmingham dagli esclusivi bar e discoteche alla moda. Questi casuals dovevano vestirsi elegantemente ed in modo pulito in modo da poter passare la rigida selezione all’ingresso dei buttafuori di questi locali “in”.

La crescita dei casuals nel 1982/1983 fornì una chance inattesa ai Modernisti della Midlands Centrale, sempre in cerca di nuovi capi per espandere il proprio guardaroba. Aziende come Jaeger, Pringle, Pierre Cardin, Lyle&Scott, Lacoste e Burberry cominciarono a produrre sempre più nuove maglie, polo, giacche, in una crescente varietà di modelli e colori. Alcuni di questi capi avevano uno spiccato design che si rifaceva alla prima metà degli anni 60. A partire dall’estate del 1983 diversi mods locali avevano cominciato ad acquistare polo della Lacoste, giacche color crema o blu marina della Burberry, maglioni della Pringle, Pierre Cardin, Lyle&Scott e Jaeger, mescolando questi recenti acquisti con capi originali dell’epoca 1962/1965.

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