Calcio e musica metal le passioni di Ivan Juric

Il calcio e la musica metal sono le passioni di Ivan Juric, ex centrocampista del Genoa ed allenatore del Crotone.

Parliamo di uno dei coach più giovani in attività, Ivan è del 1975, che sta facendo benissimo con la squadra dei pitagorici, al momento tra i papabili promossi in massima serie.
Juric ha allenato anche il Mantova ed ha fatto il vice a Palermo oltre che aver guidato le giovanili del Genoa, ma non ne parliamo per questo, ne per la sua esperienza da calciatore tra Genoa, Albacete, Siviglia ed Hajduk Spalato; noi parliamo di questo calciatore perchè ha la passione per la musica!

Il primo giocatore metallaro della storia! (ma forse non l’unico…)

E’stato lo stesso Juric ha dichiarare la propria fede per il metal in un’intervista pubblicata dal mensile Rolling Stone (numero 78, 2010):

I calciatori non capiscono un cazzo di musica. La conoscono molto superficialmente, la vita che fanno li condiziona e non hanno modo di scoprire a fondo altre cose. L’unico altro metallaro con cui ho giocato in 15 anni di carriera è stato un portiere argentino del Crotone. Ho cominciato a 14 anni con Metallica e Megadeth, poi sono passato a cose più aggressive. Il death metal è la mia passione, band come Napalm Death, Obituary e Carcass, artisti veri. Non mi piace il nu metal. I nuovi gruppi death sono senza sentimento, pensano solo alla velocità. Sicuramente ‘Kill’em All’: mi ha cambiato la vita. I primi quattro dischi dei Metallica sono tutti bellissimi, quelli dopo no, ma ‘Kill’em All’ è il disco più grande. Poi ‘The Sound of Perseverance‘ dei Death: Chuck Schuldiner è un artista assoluto. E ovviamente ‘Leaders Not Followers 2‘ dei Napalm Death (che è un disco di cover, ndbarg). Mi sono sempre piaciuti i Ministry, anche se non sono una band di metal classico, e il loro live ‘In Case You Didn’t Feel Like Showing Up’. La prima volta che li ho sentiti mi hanno toccato profondamente. Per concludere i Soundgarden: li ho ascoltati tantissimo ai tempi di ‘Superunknown‘. Chris Cornell mi è piaciuto finchè è stato con loro, ma le cose che fa ora proprio no.
Perfetto Ivan, chiede il giornalista di Rolling Stone, ma non ti pesa dover rinunciare ai concerti o quantomeno rinunciare a pogare a causa del tuo lavoro? “Sì, sinceramente sì. L’anno scorso sono andato a vedere i Soulfly a Milano e buttandoti nel pit rischi davvero“. Ma no Ivan, tutta salute. Io Ciccio e il Romani siamo andati agli Obituary qualche tempo fa e su ‘Chopped in Half‘ non ho potuto resistere, dopo anni di inattività. “Però sai, ascoltare un cd a casa e andare a un concerto non è la stessa cosa. Sono andato tre volte a vedere i Napalm Death e pogando rischiavo sempre di farmi male. Una volta mi sono detto ‘faccio il bravo e ascolto solo il concerto’, ma dopo mezza canzone ero già nel pit“.
Di solito se ai giocatori gli chiedi ‘cosa vuoi fare quando appenderai gli scarpini al chiodo’ loro ti risponderanno che vorrebbero rimanere nel mondo del calcio, o dedicarsi alla famiglia, oppure, come diceva Roberto Baggio, rinchiudersi nel proprio eremo di campagna a cacciare storni e bere vino rosso. Ecco invece Juric: “Quando smetterò di giocare voglio passare un’estate intera in giro per l’Europa a vedermi tutti i festival“, che è esattamente quello che farei io se potessi vivere di rendita. E per quanto riguarda il Big Four? “Non ho i biglietti, però Slayer, Megadeth e Metallica sono il massimo, e poi gli Anthrax… Se posso andrò a vederlo a Praga, c’è gente più aggressiva, vivono di più il concerto. Ai Soulfly a Milano la gente stava ferma; ho notato che gli italiani non hanno sangue metallaro, sono più per cose tipo Eros Ramazzotti. Sicuramente c’è tanta gente che ascolta metal, ma per la strada non lo noti come a Spalato o a Londra. Quando vado a un concerto in Brasile o nell’Europa dell’Est c’è un’atmosfera più calda, lì hanno più anima per questo tipo di musica. Ricordo i Napalm Death a Zagabria nel ’91, c’era un casino totale, ma proprio totale“. A casa, gli si chiede, sei uno di quelli che fa headbanging da soli? “Quando sono con mia figlia di 4 anni ascoltiamo i Soulfly, ‘Seek and Strike‘ è la sua canzone preferita. Saltiamo, ci buttiamo sui divani, come se fosse un concerto solo per noi due.” E poi LA frase: “Vorrei che anche lei, crescendo, ascoltasse death“. Sembra tratta da una conversazione tra me e Ciccio. Ora basta, voglio Juric all’Inter. Anche solo per il gusto di comprarmi la maglia nerazzurra e farmi scrivere dietro JURIC 666, sarebbe l’unico caso in cui potrei girare con quella maglia a Roma: la soddisfazione di indossare una cosa del genere varrebbe anche il rischio di essere pestati a sangue. Ma lui è un uomo vero, ascolta death metal ed è attaccato alla sua gloriosa maglia rossoblu: “Pur di vincere di nuovo il derby contro la Sampdoria sarei disposto ad ascoltare Ramazzotti per un mese intero“.
Ivan, forse non verrai mai a giocare nella mia squadra, ma possiamo sempre diventare consuoceri. Sarebbero le riunioni di famiglia più belle che si possano immaginare: i nostri figli, sposati, a parlare di death metal e pallone, e noi vecchiardi con l’amaro Averna in mano a guardarli con orgoglio, ricordando i tempi in cui anche noi eravamo come loro. Pensaci, Ivan.

Tra i tanti gruppi di cui ha parlato il calciatore croato c’è l’imbarazzo della scelta, ma noi optiamo per i Napalm deat e Suffer the Children del 1990 pubblicato dall’etichetta musicale earache records:

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